6: IN JUGOSLAVIA (ex)

Confine Jugoslavia. Le guardie di confine salgono sul treno per controllo passaporti. Tutto in regola. Dopo 1 ora il treno riparte.

Jugoslavia: siamo all’estero. E’ il primo Stato che attraversiamo dopo l’uscita dall’Italia.

E’ già buio e facciamo un piccolo spuntino con alcune scatolette e pane che ci siamo portati nei nostri zaini. Sentiamo un profumo di cipolla che arriva dallo scompartimento vicino al nostro. Vado a vedere, è occupato da Indiani (dell’India) che stanno mangiando pane, Cipolle e Aglio crudi.

Beh… non sono abituato a veder mangiare cipolle e aglio crudi…

Vedono il mio stupore dipinto sulla faccia e sorridendo mi invitano a mangiarne un poco. Cercando di farmi capire faccio presente che sono abituato a mangiare aglio e cipolle cotti e ben nascosti cucinati con altro cibo.

Chiamo Bill chiedendo di farmi da traduttore visto che al momento il Mio Inglese è pari a zero, salvo pochissime parole.

“Dicono – mi traduce Bill – che l’aglio e cipolle tengono puliti gli intestini da eventuali vermicelli che vi si possono annidare dato che durante il viaggio si cambiano l’alimentazione e le abitudini.”

“Bene – dico – accetto volentieri l’offerta di mezza cipolla e uno spicchio di aglio con pezzetto di pane.”

Inutile descrivere le espressioni del mio viso ad ogni piccolo morso…

Piccolo problema durante la notte, scarico aria e non dalla bocca. Ma in compenso mi sento bene. Nessun altro problema collaterale anche se non capisco perchè tutti nel mio scompartimento, quando parlo, si allontanano almeno un metro.

Entriamo nei sacchi a pelo per dormire. Io mi distendo sul pavimento in legno del treno per meglio allungare le gambe durante il sonno (sono il più alto della compagnia) e mi sento più comodo piuttosto che rannicchiato sul sedile.

Durante la traversata della Jugoslavia il treno fa alcune soste più o meno lunghe nelle stazioni di alcune grandi Città. Mi capita anche di scendere per fare due passi e sgranchirmi un pò. Stazioni treni classiche, niente di particolare…

Durante il viaggio dal finestrino è un susseguirsi di campi coltivati e terreni incolti. Rari boschetti e in lontananza alcuni monti. Niente di veramente interessante anche perchè stiamo attraversando il Paese troppo velocemente.

Mi riprometto di ritornare in Jugoslavia nei prossimi anni per  visitare più tranquillamente le sue storiche città e le sue belle spiagge.

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