Ricordi Passati e Futuri, Ciò che la memoria non potrà mai cancellare.
Passeggiando lungo la pensilina del mio binario noto un ragazzo alto, capelli ricci lunghi e neri, vicino ad un grosso zaino.
Ho voglia di chiacchierare. Mi avvicino e gli chiedo: “Ciao, dove stai andando?” Mi risponde in Francese…
Ho studiato il Francese alla scuola media, tra gli 11-13 anni, ora i miei ricordi sono scarsi anche se in pagella avevo i voti più alti proprio in Francese con Geografia e Scenze, lo stesso voto che avevo in Condotta (che non era 10).
Nonostante siano passati una decina di anni dalla scuola, con un viaggio a Parigi per alcuni giorni pochi anni fa, ugualmente cerco di imbastire un dialogo col nuovo amico.
Con evidenti sforzi da parte mia di capire quello che dice e di farmi capire (lui l’Italiano neanche lontanamente) mi dice: “Stò andando in India. Con questo treno vado a Istanbul.”
“Cavolo, il mio stesso viaggio. – esclamo – Anch’io con altri amici sono su questo treno. Vieni nel nostro scompartimento, c’è posto, ti presento agli amici. Tutti andiamo verso l’India.”
“OK –risponde- Io sono Mark, vengo dal Quebec. Mi sono preso una pausa sabbatica. In aereo, con sconto studenti pagato la metà, sono arrivato a Parigi per visitare la città. Dopo la visita ho deciso di fare un giretto in India prima di tornare a casa.”
“Ottima idea –penso.”
Arriviamo allo scompartimento e vedo tra i miei amici un ragazzo che non conosco, non molto alto, occhi azzurri, capelli lisci biondo vivo molto lunghi.
“Lui – dice Deby – è Bill, inglese ma vive in Francia. Anche lui viene in India.”
“E questo è Marc, viene dal Quebec e stesso obiettivo di viaggio”
Ci presentiamo tutti. Marc e Bill prendono posto.
“Vivo in una Comune vicino a Parigi. –dice Bill- Molta gente di passaggio parlava spesso dell’India in modo meraviglioso. Così due giorni fà, riempito lo zaino e preso il sacco a pelo sono partito in treno, destinazione Istanbul e poi India.”
Anche nei pressi di casa mia, in mezzo ai campi c’è una Comune. Un cascinale dove vivono in comunità una ventina di persone giovani e meno giovani, alcune sono coppie conviventi. Ognuno solo e altri in coppia ha la sua stanza da letto al piano superiore mentre al piano inferiore si vive in comunità con una stanza cucina e un grande salone ad uso comune.
Vi si mangia tutti insieme, si fanno piccoli lavoretti artigianali come orecchini, collane, sculture in legno … (per lavori più ingombranti, impagliare sedie, costruire mobili in Bamboo… c’è un’altro salone sempre a piano terra).
Si passano le serate anche con amici (molte volte io sono tra questi) che fanno visita discutendo, fumando, parlando di viaggi con visitatori di altri Paesi di passaggio che vi sostano per un paio di giorni.
Mi sono fatto dei buoni amici in quella Comune. Mesi dopo mi hanno detto che due di loro sono partiti per l’India con un vespone 200. Arrivati al confine con l’India hanno dovuto vendere la moto perchè avrebbero dovuto lasciare una grossa caparra alla Dogana per sicurezza che la moto, alla fine del visto, sarebbe uscita dal Paese con loro.
Mentre il treno riparte Deby racconta (con un Francese simile al mio) ai nuovi amici la nostra decisione e partenza per l’India.
Stiamo bene con i nuovi compagni di viaggio, si chiacchiera, ci si conosce, si ride. Nel nostro scompartimento aleggia un’euforia tranquilla: verso l’India.
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